Guida definitiva allo storage e backup online

Origini e storia del cloud storage

La storia del backup dei file

 

Lo scandalo iCloud

Condoleeza Rice a capo di Dropbox

Spazio illimitato – bufala o realtà?

 

Perchè il cloud storage

Recuperare i file dell’hard disk

Perchè usare quindi il cloud storage?

Differenze tra backup e storage

Cloud personale e aziendale

 

Cosa è il NAS?

Usare il NAS per l’archiviazione dei file

 

Conclusione

  • Wix Facebook page
 
 

Introduzione

 

Eccoci qui. Hai deciso di saperne di più sul cloud storage e backup online dei file? Vuoi sapere che correlazione esiste tra il cloud e la nostra vita? Sei curioso di scoprire tutti i fatti più importanti tramite la storia e l’attualità del backup online? Ottimo, questa guida definitiva ha come obiettivo quello di insegnare – nel senso didattico del termine – tutto quello che c’è da sapere sul cloud storage e sul backup: origini, progresso tecnologico, vantaggi, il lato oscuro e gli sviluppi di oggi.

La guida non servirà per le seguenti cose:

  • Non serve a fare il backup migliore del PC;

  • Non ti aiuta a trovare il cloud gratuito;

  • Non compara prezzi nè pubblicizza marchi.

La guida è stata scritta con l’intento di far passare un messaggio molto semplice: il backup online e l’archiviazione dei file sono il presente ed il futuro della nostra vita, che ti piaccia o no. E per questo motivo la influenza in modo inarrestabile.

 

Per molti utenti, ma anche per molti addetti ai lavori, il cloud storage come oggetto di conversazione si rivela essere noioso nonchè altamente tecnico. Viene paragonato ad un’assicurazione, una sorta di protezione dei file e trattato come tale, come una spesa che bisogna sostenere, come una tassa da pagare. Non si parla quasi mai del cloud storage come una tecnologia che ha un impatto fortissimo sulla società in cui viviamo.

Molti si chiedono per quale motivo alcune aziende fanno pagare una rata mensile quando in realtà basterebbe usare Dropbox che fornisce 2 GB gratuiti.

 

Tutte queste questioni  – e altre ancora – verranno trattate in questa guida, con la speranza di  far passare il messaggio che, come ho detto sopra,  il cloud storage non rappresenta soltanto una nuova tecnologia, non è solo uno strumento di archiviazione dei file, ma ha altre funzioni di natura diversa:

 

  • Il cloud come fattore primario che influenza la nostra privacy, sia nel bene che nel male;

  • Il cloud come uno strumento usato per fini politici ed economici;

 

Il messaggio è quindi che il cloud sia molto più importante di quello che si pensa e , di conseguenza, molto più interessante per la nostra vita.

 

Origini e storia del cloud storage

 

Prima di continuare questo pezzo della nostra guida, vorrei sottolineare che non serve sapere la storia del cloud storage, infatti  non aiuta a fare un backup migliore dei propri file. Puoi già saltare questa parte se non ti interessa. Ma coloro che vogliono imparare qualcosa in più sul cloud la dovrebbero leggere perchè spiegherò metodi, tecnologie e personaggi, i quali, in tempi non sospetti, hanno già guardato avanti di molti anni, sono stati dei visionari. Dopotutto, le tecnologie del cloud storage non sono frutto della mano di Dio, ma sono invenzioni umane, che come la maggior parte delle invenzioni, ha un’origine affascinante e, soprattutto, uno sviluppo inatteso, non programmato, casuale.

 

Gli anni ‘60 e ‘70 -  Joseph Carl Robnett Licklider

 

La nascita del cloud storage viene attribuita a Joseph Carl Robnett Licklider, il quale nel 1966 ha lavorato sul progetto ARPANET per connettere le persone e i dati tra di loro sempre ed in ogni luogo.  ARPANET viene considerato il progenitore di Internet e della rete. ARPANET sta per Advanced Research Projects Agency Network, ossia un sistema integrato di reti, che sono poi diventate la fondamente tecniche di quello che oggi è Internet.

Joseph Carl Robnett Licklider ha descritto il progetto ARPAnet come un “Network intergalattico di Computer” e cosi facendo mise le basi per il cloud storage per la prima volta nella storia.

 

John McCarthy

 

Quasi in contemporanea con Licklider, John McCarthy, un altro pioniere del computer, per la prima volta sviluppò l’idea di una rete pubblica che poteva essere usata sia da privati che da aziende, come avveniva a quel tempo per l’impianto elettrico o per le tubature dell’acqua. L’idea riguardava essenzialmente l’uso della rete cosi come lo conosciamo noi oggi.

Il suo collega Lester Earnest disse in un’intervista al Los Angeles Times nei primi anni 2000: “Internet non sarebbe stato cosi veloce a svilupparsi se non fosse stato per John, il quale iniziò lo sviluppo di sistemi di condivisione del tempo. Noi inventiamo sempre nomi nuovi, chiamalo server oppure chiamalo cloud computing, ma si tratta di condivisione del tempo. John lo ha ideato”.

 

Gli anni ‘90

 

Nel corso degli anni ’90, il costo per l’architettura e lo sviluppo degli hardware continuava a scendere, rendendo cosi possibile lo sviluppo del cloud storage, che fece la prima apparizione ad un pubblico di massa. Diciotto anni fa, durante un meeting a Dallas nel 1997, fu coniato il termine “cloud computing” dal Prof. Ramnath Chellappa della Emory University Information Systems. Egli affermò durante questa conferenza che il primo obiettivo del cloud computing sarebbe stato quello di “creare un paradigma dove i limiti dei computer singoli sarebbero stati determinati da componenti economiche invece che da limiti tecnici”. Con questo si riferiva al fatto che i limiti tecnici possono essere superati e quindi lo sviluppo della tecnologia non riguarderà più il “come fare per” ma il “quanto costa per”. È cosi fu che un’idea prettamente tecnologica si trasforma in opportunità di business.

 

La storia del backup dei file

 

 

È necessario separare il cloud storage dal backup? Si!

Prima di iniziare con un brevissimo excurus storico, vorrei dire che essenzialmente le caratteristiche del backup e del cloud storage sono quasi le stesse, ma la storia delle due tecnologie è leggermente diversa. Per questo motivo le ho divise in due parti. Solo negli anni 2000 le due tecnologie sono confluite in una sola, dando origine ad un intero settore di servizi Internet. Prima del 2000, il cloud ha avuto una storia separata dal backup, che occorre descrivere qui di seguito.

 

Le punch cards

 

Nel 1952 esistevano in USA le punch cards, che servivano ad archiviare i dati. Non si trattava di un backup centralizzato come quello che esiste oggi, ma si trattava di copie addizionali delle punch cards usate per salvare i file, quindi possiamo affermare che si trattava del primo metodo di backup.

Il problema con le punch card era che si trattava di strumento molto lenti e con capacità di spazio molto bassa e richiedevano molto dispositivi, sforzi e tempo per funzionare.

 

Le cassette

 

Le cassette magnetiche hanno rimpiazzato le punch drives nel 1960. Finalmente si poteva archiviare tantissimo rispetto al passato. Inoltre le cassette duravano anni e quindi sono diventate molto popolari che l’archiviazione di file del PC, fino a quando i drive meccanici non hano preso il sopravvento. 

 

 
 

 

 

Dischi rigidi

 

IBM è stata l’azienda che ha per la prima volta introdotto il disco ridigo cosi come lo conosciamo noi nel 1956 e dall’introduzione del IBM PC/XT nel 1983, i dischi rigidi sono diventati una componente standard per tutti i PC. Con il passare degli anni la tecnologia è diventata più veloce e lo spazio è aumentato in maniera esponenziale, facendoli diventare strumenti interessanti di backup e archiviazione dei file.

Mentre negli anni 90 gli hard drive erano cari, ora si possono trovare sul mercato a prezzi che sono inferiori ai 100 Euro per 1 TB di spazio. Grazie alla tecnologia RAID, introdotta nei primi anni 90, possiamo usare più hard drive e dispositivi per scambiare i dati fra loro.

Oggi l’uso dei cosiddetti NAS (Network-Attached Storage) insieme ai RADI è molto comune e permette di moltiplicare 4 TB di spazio per 4, fornendo capacità di 16 TB.

 

Floppy Disk

 

 Se hai usato anche tu il PC con MS-DOS e Windows 3.1 e durante tutto il periodo di Windows 95, allora avrai sicuramente usato anche i floppy disk. In caso contrario, per vederne uno dovrai adesso andare probabilemte in un museo. Anche se mettiamo i floppy disk dopo i dischi rigidi, siamo allo stesso livello di popolarità.

Il primo floppy disk è stato introdotto nel 1969 ma è stato dal 1973 che per la prima volta sono diventati riscrivibili. Alla fine degli anni ‘90 potevamo comprare un floppy disk di 9 centimetri di larghezza e con una capacità di 250 MB. I floppy divennereo molto comodi per l’uso quotidiano, anche perchè erano più leggeri e maneggevoli del disco rigido per il trasporto di dati da un posto all’altro. Ovviamente in termini di spazio, i dischi rigidi erano preferiti ma i floppy costavano molto di meno. 

 

CD e DVD

Sono convinto che sai perfettamente cosa è un CD o DVD, anche se sei nato alla fine degli anni ’90. I primi CD-R (Recordable) sono stati introdotti nel 1990, mentre i CD-RW (Riscrivibili) qualche anno dopo.  Quando i CD-ROM divennero i dispositivi utilizzati per i personal computer, i prezzi dei CD calarono drasticamente, facendo si che i CD divenissero la scelta preferita del backup dei media (musica e film). I CD hanno praticamente rimpiazzato i floppy disk tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. Grazie alla velocità di esecuzione e alla capienza dei CD-ROM, i floppy divennero utentili del passato.

I DVD poi vennero introdotti nel 1995 ma pochissimo uso ne fu fatto fino al 2000. La capienza è di circa 4 GB o 8 GB e hanno ora completamente rimpiazzato i CD nel nuovo millennio.

 

Le pennette USB

 

Le pennette USB – dette anche Flash Drive – usano chip di memoria e sono tipicamente molto piccole> sono state introdotte nel 1998 per la prima volta e hanno preso il sopravvento sul mondo del backup , diventando lo strumento più usato in assoluto per il backup dei file. Non sono sicuro su quale fosse la capienza della USB originale, ma oggi puoi comprare una pennetta USB che fornisce fino a 512 GB di spazio. La pennetta con un TB di spazio è stata untrodotta nel 2013 da CES ed è in commercio da qualche mese al modico prezzo di 1.000 USD.

Se ti sembra troppo costosa, potrebbe bastarti 128 GB di spazio ad un costo di 50 Euro.

I vantaggi principali della USB sono sicuramente quelli della velocità e della maneggevolezza. Non contiene parti mobili e dal momento che usa un chip per la memoria, è anche molto veloce ad effettuare il backup.  Il rapporto capienza – prezzo è ottimo anche se a volte potrebbe non bastarti lo spazio per tutti i tuoi file.

 

I dischi Blu-Ray

 

Creati dalla Sony, i dischi Blu-Ray offrono dai 23GB ai 54 GB di capienza su un singolo disco. Non sono cosi popolari come i DVD perchè i blu-ray costano di più rispetto ai DVD, anche se i prezzi di entrambi stanno diminuendo e le performance stanno migliorando con il passare del tempo. Anche se oggi non sono usati su larga scala, molto probabilmente sostituiranno i DVD in un futuro prossimo.

Il backup online oggi

 

Oggi esistono una miriade di prodotti di backu pnel mondo. Dai primi anni ’90 le soluzioni di backup online si sono rivelate per le persone degli strumenti utilissimi e molto poco costosi. Negli anni ’90 solo le aziende potevano usare il backup ed il cloud storage a pagamento su dei server personali. Oggi è tutto diverso, il cloud storage ed il backup sono creati per tutti.

 

Oggi non devi più spendere migliaia di Euro per avere un backup remote e un cloud su una località sconosciuta, protetta e sorvegliata 24 ore su 24. Puoi semplicemente archiviare i tuoi file dall’altra parte del mondo e proteggerli con appena pochi Euro al mese. Grazie alla connessione Internet che diventa sempre più veloce e anche grazie al prezzo dei GB di spazio che continua a calare, il trend dell’abbassamento dei prezzi continuerà ed il backup cloud diventerà sempre di più la scelta dominante sia per gli utenti singoli che per le società.

Il lato oscuro del cloud storage

 

Questo breve capitolo illustra due esempi di cloud storage gone bad: si tratta di due esempi famosi che illustrano la parte meno vantaggiosa di avere un cloud storage, cioè quella relativa alla privacy dei file, foto, documenti.

Inoltre parlerò della bufala dello “spazio illimitato” del cloud storage offerto da molte aziende ai propri utenti.

 

Lo scandalo iCloud

 

A Settembre 2014, su un sito per molti sconosciuto, compaiono alcune foto di celebrità nude o seminude scattate tramite iPhone. Le foto fanno in pochissimo tempo il giro del web e molti si chiedono se siano vere o se si tratta di qualche bufala dell’ultima ora. In realtà si scopre subito che queste foto sono state prese dagli account privati delle vittime celebri, tra le quali compare Jennifer Lawrence, Kirsten Dunst, Arian Grande, Hope Solo, Vanessa Hudgens, Hayden Panettiere e Gabrielle Union.

Resta tutt’ora un mistero su come queste foto siano state rubate e pubblicate. Un portavoce della Apple ha confermato che non esiste nessun problema di sicurezza con iCloud. Ma gli hacker hanno confessato di averle rubate dagli account iCloud privati, dove si trovano foto sincronizzate dei vari dispositivi Apple: iPad, iPod, iPhone e Macbook.

 

L’altra cosa che non è chiara è da quanto tempo gli hacker stavano collezionando queste immagini e quindi da quanto tempo esisteva questo problema di sicurezza. Mary Elizabeth Winstead, un’altra celebre vittima, ha affermato che le foto erano state scattate anni fa e poi cancellate. Quindi la questione di fondo è la seguente: se fosse vero che sono state cancellate anni fa, gli hacker hanno potuto fare due cose, o hanno rubato le foto prima che fossero state cancellate, o le hanno rubate non dal dispositivo ma da qualche altra fonte.

 

Sia l’una che l’altra ipotesi lasciano parecchi dubbi sul fatto che iCloud sia sicuro e protetto. 

 

 

Condoleezza Rice direttrice di Dropbox

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 14 Aprile 2014, un nuovo membro dell’amministrazione di Dropbox fu stato nominato: Condoleezza Rice. Lei è diventata uno dei direttori, facendo arrabbiare non poco gli utenti di Dropbox in USA.

 

Perchè questa nomina rientra nel lato oscuro del cloud storage? Come spiega il sito http://www.drop-dropbox.com/, ci sono quattro motivi per i quali Condoleezza si dovrebbe dimettere immediatamente ( ma ad oggi Marzo 2015 non si èancora dimessa):

  • In quanto Segretario di Stato dell’amministrazione Bush, ha orchestrato la guerra in Iraq;

  • Sempre nella stessa amministrazione, è stata lei a coniare il termine “Tecniche avanzate di interrogatorio” (parliamo di privazione del sonno, soffocamento, nudità forzata e altre forme di tortura);

  • È stata sempre lei ad autorizzare la NSA a spiare i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ha supportato l’amministrazione Bush nella gestione del programma di intercettazioni illegali dell’NSA;

  • Prima di entrare nell’amministrazione Bush, è stata uno dei direttori della compagnia Chevron.

 

Non si tratta di un bel Curriculum, sopratutto il terzo punto ha molto preoccupato gli utenti Dropbox, i quali si vedono gestire i loro file da una che supporta lo spionaggio illegale privato. Condoleezza mina tutte le fondamenta di affidabilità e sicurezza che Dropbox aveva con tanta fatica costruito fino a quel momento.

Dal punto di vista puramente finanziario,però, è comprensibile che Dropbox abbia deciso di coinvolgerla nella loro azienda dal momento che lei ha molta esperienza hi-tech: ha lavorato per Hewlett Packard e i suoi contatti influenti sono utilissimi a qualsiasi azienda.

Questa sezione ti aiuta a capire e a districarti tra le miriadi di funzioni che offre il backup online. Tra tutte le funzioni ci sono quelle che sono soltanto strategie di marketing per attirare la tua attenzione e qui vedremo quali sono.

 

Spazio illimitato – è possibile?

 

Avrai molte volte letto “spazio illimitato” nella lista di funzioni offerte da un servizio di cloud storage o backup. E forse ti sarai anche sorpreso chiedendoti: ma com’è possibile? Ma è tutto vero? Si tratta di una rezione alquanto comune e quindi normalissima. È proprio quella reazione che ha come risultato una sorpresa o incredulità di fronte a qualcosa che sembra impossibile. A questo punto scatta la curiosità e l’approfondimento.  Ti sei messo a cercare maggiori informazioni online,cercando conferma o smentita a questa affermazione “Spazio illimitato”.

 

Io qui ti dico come stanno le cose. Non esiste lo spazio illimitato. Scusa se ti deludo ma nessuna azienda fornisce spazio illimitato per tre motivi:

 

  • Costa troppo all’azienda dare tutto quello spazio illimitato a qualcuno.

  • La nozione di illimitato è impossibile come definizione. In questo mondo niente è illimitato, specialmente se si tratta di spazio.

  • Mettere in backup migliaia di GB richiede settimane di tempo data la connessione lnternet lenta in Italia.

 

 Ma comunque le parole “spazio illimitato “ danno l’idea che lo spazio sia veramente tanto e quindi, nella peggiore delle ipotesi, ci mettiamo l’anima in pace e aspettiamo di raggiungere il limite di questo spazio illimitato, cosa che non avverrà molto probabilmente.

 

Perchè non avverrà? Un utente normale usa circa 20 o 30 GB di spazio, che include documenti, PDF, 1.000 foto, 1.000 canzoni, 5.000 documenti excel e progetti. Se sei un fotografo professionista, forse ti servono 2 TB, 2.000 GB di spazio visto che probabilmente generi qualcosa come 5 – 10 GB di spazio a settimana.

Ma in media l’utente usa 20GB di spazio su cloud. Qundi stai attento quando leggi “spazio illimitato”, ciò significa che nel migliore dei casi hai 1 TB ossia 1.000 Gb di spazio online: coonfrontato con l’uso medio di un utente di 2GB, 1.000 GB sono tantissimi quindi il valore dell’offerta resta invariato.

 

Ma perchè quindi dicono di offrire “spazio illimitato”? Il motivo è che i servizi di cloud non ti mettono limiti alla capienza di file che puoi mettere su cloud, in quel senso dovresti leggere “illimitato”. Le aziende di cloud sanno benissimo qual è la percentuale dei loro clienti che superano questa soglia dei 1,000 GB per account. E siccome questa soglia di clienti è bassissima, ecco che si possono permettere di offrire tanto spazio e possono permettersi di dire che è illimitato.

 

Questa situazione potrebbe presto cambiare se in Italia tutti avessero accesso alla fibra ottica, la connessione Internet ad altissima velocità, che permette di mettere in backup migliaia di GB in poco tempo e quindi ognuno si renderebbe conto che raggiungere lo “spazio illimitato” è un gioco da ragazzi. 

 
 

Archiviazione e backup online versus offline 

 

 

Una ricerca di Google del 2007 (Pinheiro,Weber & Barroso, 2007)  afferma che il 6% dei drive esterni ha dei difetti che lo rendono inutilizzabile. La ricerca è basata sull’analisi di 100.000 dischi rigidi. Inoltre, Google ha anche scoperto che la differenza tra i difetti che trovano le aziende produttrici e quelli trovati tramite la sua ricerca empirica è del 4%. Che significa? Significa che, in altri termini, le aziende produttrici dicono che solo il 2% degli dischi rigidi crasha, mentre Google, tramite la sua ricerca empirica, afferma che il 6% sono difettosi. Quindi la differenza è del 4%.

Non è questo il caso di addentrarci nei motivi per i quali le aziende affermano il 2% e Google il 6%, potremmo stare a parlarne per ore. Ma il messaggio è chiaro: il 6% è ritenuto difettoso. Questo dato era già stato confermato da una ricerca del 2005 precedente (Ingen., 2005) a quella di Google del 2007.

 

Allora, facciamoci due conti velocemente: se nel 2014, sono stati prodotti 557 milioni di hard drisk nel mondo (http://www.statista.com/, 2014), allora significa che il 6%, ossia 33.420.000 sono difettosi, stando alla ricerca di Google. Potete sempre contraddirmi dicendo che la ricerca di Google si riferisce al 2007, si capisco che forse i dati non proprio coincidono con quelli del 2014. Forse nel frattempo la tecnologia è migliorata ed il tasso di hard disk difettosi probabilmente dal 2007 ad oggi è sceso. Ammettiamo che questo sia vero, ma di quanto è sceso? 1% o 2%? Ok, quindi diciamo che il 4% di 557 milioni di hard disk sono difettosi, il risultato è che 22.280.000 sono e restano sempre difettosi.

 

Potreste anche dire che Google ha analizzato “soltanto” 100.000 dischi rigidi e quindi si tratta di un campione troppo piccolo in confronto a tutto il settore. Aspetterò altre ricerche per confermare quello che sto dicendo qui.

In ogni caso, che sia il 4% o il 6%, i dati sono impressionanti. Oltre 20 milioni di hard disk contengono un difetto che non li fa funzionare. 

 

Le conseguenze di questo tipo di problema sono due:

 

 

  • È impossibile recuperare i file contenuti nel disco rigido, nemmeno se un tecnico specialista viene pagato per farlo;

  • Bisogna rassegnarsi all’idea di aver perso tutti i file contenuti nel PC o laptop.

 

Allora la situazione è chiara: non fare affidamento solo ed escusivamente al disco rigido per proteggere i file preziosi.

 

Cerca alternative, come appunto il cloud storage.

 

 

 

I tre segnali tipici del danneggiamento del disco rigido

 

 

Forse a questo punto ti ho convinto. Forse invece alcuni di voi sono ancora scettici sul fatto per il quale non bisogna assolutamente affidarsi al disco rigido. Alcuni di voi ptrebbero dire: il mio hard disk non fa parte di quei oltre 20 milioni all’anno che sono difettosi. Si certo cullati nell’illusione che a te non succederà mai, io te lo auguro, non sono qui a gufarti contro. Però vorrei comunque focalizzare la tua attenzione su almeno 3 segnali per i quali dovresti preoccuparti, mi riferisco ai 3 segnali tipici che il tuo hard disk sta per lasciarti definitivamente. Una volta che sai quali sono questi segnali, potrai portare rimedio tu stesso e far in modo di salvare i tuoi preziosi file, video, documenti, foto che hai negli anni messo sul tuo computer.

 

Vediamo quali sono questi 3 segnali. Prima di iniziare ci tengo a dire che il tuo disco rigido a volte questi segnali non li rilascia, ma smette di funzionare all’istante senza preavviso. I segnali di danneggiamento, quindi, non funzionano per tutti i tipi di situazioni, servono solo come guida nel caso in cui sei fortunato abbastanza da individuarli:

 

 

  • Computer lento a caricare e schermo del PC di colore blu: questi segnali possono essere la causa di moltissimi problemi legati al vostro PC, ovviamente non escludiamo che uno di questi problemi venga dal disco rigido. Quindi il backup dei file è altamente consigliato non appena uno di questi problemi si verifica, nel 99% dei casi il vostro PC vi sta lasciando per sempre. 

  • File danneggiati. Se inizi a trovare file che non si aprono o che sono danneggiati anche se li avevi salvati senza nessun errore oppure se i file scompaiono, allora dovresti preoccuparti. Come sempre, questa potrebbe essere la causa di mille altri problemi, ma è un segnale che il disco rigido si sta gradualmente e irreparabilmente danneggiando. 

  • Strani rumori. Quando senti rumori strani che provengono dal tuo disco rigido, potrebbe già essere troppo tardi. Un suono ripetitivo, conosciuto anche come “click della morte” è causato dalla testa del disco che sta provando a scrivere dati ma invece trova continuamente errori durante il processo. Rumori e suoni distorti indicano che parti dell’hardware, come il motore mandrino, sono difettosi. 

 

Ai più tecnici di voi che leggono questa guida verrà anche in mente di menzionare la tecnologia SMART (Self Monitoring Analysis and Reporting Technology), che fornisce dati sul tuo disco rigido. Tali dati ti diranno che il tuo PC è a rischio oppure che va tutto bene. Tuttavia, sempre dalla stessa ricerca di Google, emerge che il 36% di queste analisi condotte con SMART non traccia nessun errore del disco rigido e quindi a nessuno viene il minimo sospetto che l’hard disk si è danneggiato. Quindi, in altri termini, c’è il 36% di possibilità che il tuo disco rigido ti abbia già lasciato senza che tu lo sappia. 

Ecco dimostrato che il disco rigido, sul quale mettiamo i nostri file, non può essere considerato come l’unica e sola soluzione. Se riesci a notare qualche problema, nel migliore dei casi riesci ancora a salvare i tuoi file. Nel peggiore dei casi, è ormai troppo tardi.

 

Come recuperare i file dell’hard disk

 

Come accennato sopra, nonostante tutto questo il cloud storage è ancora visto che una spesa inutile, una tassa da pagare, come un’assicurazione contro la perdita dei nostri dati. E siccome ci assicuriamo solo quando è un obbligo di legge, allora assicurare anche i nostri file non diventa un’abitudine. Almeno il 95% delle persone la pensa cosi. Infatti la questione della spesa è sicuramente un punto dolente e a sfavore. L’idea di dare 5 o 10 euro mensili a qualcuno solo per assicurare i file sembra quasi un furto. L’idea di pagare viene rigettata dagli utenti dal momento che esistono altri servizi che sono gratuiti.

 

Un altro motivo per il quale molte persone non fanno il backup ha a che fare con gli aspetti tecnici della questione, i backup è visto come un processo tecnico che per loro è troppo complicato capire. Insieme a questo aspetto, ci sono anche coloro che considerano il backup qualcosa di estremamente noioso. 

 

Per tutti questi motivi la gente si rivolge ad esperti informatici che per una somma di soldi riescono a recuperare tutti i file perduti. La domanda è: quanto costano questi professionisti? Chi sono? Quanti dati riescono a recuperare?

Quando il gioco si fa duro, entrano in campo i professionisti del recupero dati hard disk. Il noto sito di informatica www.tomshw.it ha effettuato una ricerca a seguito delle migliaia di persone che dal 2003 – l’anno in cui Tom’s Hardware ha aperto il sito in Italia – hanno scritto alla redazione per lamentare dei dischi rigidi rotti. A quel punto Tom’s Hardware ha deciso di scoprire chi sono le aziende che in Italia effettuano questo servizio di recupero dei dati. Io mi limito qui a fare un sommario di quello che hanno scoperto loro, ma se vuoi avere maggiori dettagli visita il sito:

 

http://www.tomshw.it/cont/articolo/recupero-dati-da-hard-disk-rotto-i-migliori-centri-in-italia/48500/1.html

 

 

Tom’s Hardware ha interpellato una decina di aziende, solo 6 hanno risposto e hanno accettato la loro visita mettendoci la faccia. 

 

Dopo aver studiato diverse realtà per qualche settimana, Tom’s Hardware si sente di dare un consiglio importante: non inviate i vostri dischi rigidi a più aziende per cercare di avere un preventivo e scegliere quello migliore. Il motivo è che una volta inviati i dati e aperto il disco rigido, non avrete più la possibilità di recuperare i vostri dati. Inoltre, bisogna tenere conto dei rischi legati alla spedizione.

 

Quindi affidatevi alla recensione di Tom’s Hardware che premia come numero 1 Kroll Ontrack, senza dubbio il leader italiano del recupero dati, sia per numeri, sia per competenza e attrezzature.

Chiudiamo questo capitolo dedicato agli hard disk e ai servizi migliori di recupero dati ribadendo che bisogna sempre ricordarsi due cose:

 

  • Il 6% degli hard disk prima o poi si danneggia nel corso del tempo; se non avete un backup allora pregate di non rientrare mai in quel 6%;

  • Recuperare i file degli hard disk danneggiati è un’opzione costosissima, che richiede tempo e che comporta dei rischi legati alla spedizione dei file alle aziende specializzate.

 

I servizi di recupero file bisogna usarli solo in situazioni disperate, cioè quando il vostro disco rigido ti lascia per sempre e non sai come fare a recuperare i tuoi preziosi file. I costi tuttavia sono molto elevati, infatti dalla ricerca di Tom’s Hardware risulta che il range di prezzo va dai 100 € ai 2.500 €.

 

Perchè quindi il cloud storage?

 

 

Crew Houston, il creatore di Dropbox, il famosissimo servizio di cloud storage, ha poco piùdi 30 anni e un patrimonio di oltre 600 milioni di dollari. Il cloud storage di Dropbox serve a archiviare e condividere online documenti e file, rendendoli accessibili da qualsiasi dispositivo (pc, telefono e tablet).  Oggi Dropbox vale 4 Miliardi di Dollari.

Dropbox nasce nel 2006 da una situazione frustante in cui si trovò Drew Houston. Mentre si trovava sull’autobus da Boston a New York, Drew aveva con sè il suo portatile e si rese conto che il file che gli serviva non era con lui in quanto aveva dimenticato a casa la chiavetta usb. La frustrazione aumentò a tal punto da spingerlo a programmare un sistema per sincronizzare i file sul web. La creazione di questo sistema avvenne in meno di 12 ore! Era quello che ora è diventato Dropbox.

 

Il meccanismo è semplice: se un file viene viene modificato dall’utente, tutti gli altri utenti possono vederne il risultato in poco tempo sfruttando la connessione Internet. Dropbox offre una versione online e gratuita con 2 Gb di spazio a disposizione per iniziare.

 

Anche Microsoft offre una versione gratuita, disponibile a chiunque voglia usarla. Oltre a questi due giganti, anche aziende nuove come JustCloud e MyPCBackup offrono versioni gratuite per tutti coloro che vogliono capire cosa fa il cloud. Inoltre, altre 35 aziende sono pronte a darsi battaglia su chi riesce a fornire la soluzione di cloud storage più innovativa e meno costosa.

 

Tutti questi fatti ci mettono di fronte ad una cosa sola: stiamo vivendo in un’ epoca in cui la tecnologia web si evolve senza più ritorno. Il cloud computing ed il backup online sono fenomeni noti a tutti quelli che usano un PC o smartphone ma i termini di cambiamento rispetto al passato sono meno noti.

L’affermazione che il cloud storage sia il futuro della rete non è un’affermazione scontata e di poco conto. Ha ripercussioni a livello sociale. Basti pensare che alla rete accediamo tutti noi, ogni giorno, con ogni scopo: per lavoro, divertimento, socializzazione, svago, produttività. E quindi le implicazioni dello sviluppo e dell’evoluzione della rete sono implicazioni che hanno impatti non di poco conto sulla nostra vita e sul nostro quotidiano. In pratica, anche se è vero che continueremo a fare le stesse cose di sempre, le faremo però in modo diverso.

 

Mi spiego meglio. Prima dell’arrivo del cloud storage, noi eravamo abituati ad accendere il computer e avviare un programma (software) come Office, ma non solo, che permette di fare calcoli (Excel), di scrivere una lettera (Word e tanti altri), riprodurre musica o un film, modificare una fotografia ed inviare una email.

 

Tutte queste attività che svolgiamo ogni giorno vengono divise in due categorie: ci sono quelle che svolgiamo sul web, come per esempio inviare una email, e quelle che svolgiamo senza una connessione Internet, per esempio guardare un film e modificare una fotografia.

Questa situazione viene completamente rovesciata come un calzino dal cloud storage, che permette di fare tutto online. Pensaci: se vuoi scrivere un documento normalmente usi Word, con il cloud storage, invece, apri un indirizzo www e modifichi il file che ti interessa. Inoltre, vuoi ritoccare una foto? Basta aprire il tuo servizio online di cloud storage e modificare direttamente dal browser.

 

Il cloud storage ha determinato un cambiamento dell’uso del PC, tanto da far diventare il browser il nuovo PC, da cui si possono fare tutte quelle attività che normalmente facciamo senza una connessione Internet. In poche parole, basta avere Internet ed un browser per poter utilizzare il tuo computer!

 

Come diceva il CEO di Microsoft qualche anno fa: “Il browser è il computer”.

 

Differenze tra backup e storage

 

Il cloud storage ed il backup online sono due funzioni della stessa tecnologia cloud. Tanto per cominciare, il cloud storage archivia e sincronizza i file che manualmente scegli mentre il backup online prende i file e li archivia automaticamente.  Un file che viene selezionato per il backup manualmente viene messo nell’archivio cloud. Invece, per un file che viene preso dal software cloud del tuo PC e portato nell’archivio cloud, si parla di backup.

 

Il backup online automatico basterebbe a giustificare l’uso del backup a discapito del cloud storage, ma ci sono coloro che preferiscono selezionare manualmente i file da salvare sul cloud. La seconda differenza sta nei costi: il cloud storage è meno caro – a volte gratuito – del backup online. Il backup online non è mai gratuito perchè è considerato un servizio avanzato rispetto al cloud storage. Si tratta, tuttavia, di costi sempre trascurabili se paragonati ai professionisti del recupero file, cioè se paragonati a quanto ci costa recuperare i file del nostro hard disk danneggiato, come abbiamo visto sopra.

 

Le altre differenze stanno nella sicurezza maggiore nel backup online rispetto al cloud storage perchè il backup può essere programmato ad ogni ora, ogni giorno, ogni settimana quindi i file saranno sempre messi in backup. Il cloud storage, d’altro canto, salva solo i file che decidi tu, affidando alla tua memoria il compito di metterli in sicurezza. 

 

Cloud personale e aziendale

 

Abbiamo detto sopra che il cloud storage è importante per salvare i file del PC, nella stessa maniera è importante per le aziende e la loro sopravvivenza. L’importanza della missione del cloud ha delle differenze tra uso aziendale e personale.

Anche il concetto di base resta lo stesso, gli strumenti che puoi usare e i livelli di archiviazione cambiano radicalmente tra uso personale e aziendale.

 

Richiesta di archiviazione. Le aziende tendono ad accumulare centinaia di Gygabyte al giorno. Se una persona ha bisogno di 500 GB di spazio per i file personali, immagina a quanto spazio attingono le aziende che hanno 20 o più computer che generano dati ogni mese. Quindi la richiesta di archiviazione è molto più elevata.

 

Copie di file. Per le aziende si pone anche la questione di quante copie dello stesso file bisogna avere. Infatti per gli utenti personali basterebbe una copia sul cloud, ma per le aziende questa copia potrebbe non essere sufficiente. Di solito, le aziende fanno 3 copie dello stesso file, anche se in realtà si tratta del nostro suggerimento per una strategia di backup ottimale.

 

Monitoraggio. I cloud storage personali non hanno bisogno di un monitoraggio dettagliato, è sufficiente controllare che i file siano sul cloud ma il backup  avviene sotto gli occhi dell’utente e in maniera molto trasparente. Per gli utenti aziendali si tratta di un vero e proprio controllo dei file a livello anche orario.

 

Durabilità. Ovviamente, tutti gli strumenti che usiamo per il backup dei file devono essere di buona qualità e garantire la durabilità di qualche anno, come minimo 5 anni. Ma per le aziende la durabilità del servizio è cruciale. D’altronde la perdita dei file per un’azienda significa non solo danno economico, ma in alcuni casi gravi significa anche bancarotta.

 

Ripristino. Il ripristono dei file per gli utenti del PC è un gioco da ragazzi, ma per le aziende si tratta di un compito molto complesso dal momento che hanno molti PC e probabilmente molti dispositivi esterni da proteggere sul cloud. Per questo motivo normalmente le aziende si affidano ad un manager che li assiste passo per passo.

 

Le differenze non sono terminate qui e ce ne sono delle altre, ma queste erano le più importanti da tenere in mente quando si sceglie una soluzione di backup personale e aziendale. 

 

Sopra abbiamo fatto un accenno al NAS, il drive esterno che riesce a fornire enormi quantità di spazio, molto più spazio di quanto uno di noi abbia bisogno. Ma il NAS ha comunque bisogno di una sezione tutta sua in questa guida definitiva del cloud storage e backup.

Cosa è il NAS? Perchè dedicare una sezione specifica a questa tecnologia?

 

NAS significa Network-Attached Storage ( Archiviazione Connessa Alla Rete). Si tratta in pratica di dispositivi che hanno un server dedicato che può essere connesso al tuo Wifi di casa o dell’ufficio e che viene ottimizzato per la gestione di grandi quantità di file. La differenza tra il NAS ed il server comune è che il NAS è molto molto più facile da gestire.

 

A prima vista potresti pensare che si tratta soltanto di un contenitore di file connesso a Internet, quindi niente di diverso da un normale hard disk. Ma ti sbagli. Si tratta di due tecnologie completamente diverse. Infatti, i dispositivi NAS sono migliaia di volte migliori nell’archiviare file e nell’eseguire il backup di ogni altro sistema esistente.

Per esempio, lo sapevi che puoi collegare diversi hard drive al tuo NAS? In questo modo puoi usare le impostazioni per creare una rete interna dove metti tutti i tuoi file in un unico posto. Oppure puoi condividere i file sui tuoi diversi dispositivi sfruttando il tuo Wifi, in questo modo avrai i file salvati su più hard drive e ti assicuri maggiore protezione. Infatti nel caso uno dei tuoi hard drive ti abbandona, tu hai i tuoi file salvati su di un altro.

In pratica se per esempio usi 2 hard drive di 2 TB ciascuno e li metti insieme nel NAS, avrai un’archiviazione singola, non doppia, di 4 TB. Oppure puoi configuare il tuo NAS dicendogli di copirare tutti i file di un hard drive in 2 hard drive, cosi da ottenere copie dei file nel caso di danneggiamenti al disco rigido.

Si tratta solo di due cose straordinarie che puoi fare con un NAS. Inoltre puoi anche accedere al tuo NAS da più dispositivi, dal momento che i tuoi dispositivi sono tutti connessi allo stesso Wifi (tablet, iphone, laptop, PC, ecc..). Oggi molto di noi usano più di un dispositivo. Io ne ho 4, un laptop, un tablet, uno smartphone e una smart TV.

 

Usare il NAS per l’archiviazione dei file

 

Quindi il cloud storage sul NAS come avviene?

Ti ho appena parlato dei diversi usi che puoi fare del NAS e ti ho anche spiegato come crasha un hard drive nei capitoli precedenti.

Ammenochè tu non ti trovi su una zona particolarmente a rischio terremoti, incendi o disastri naturali, è molto improbabile che tutti i dischi rigidi del tuo NAS si danneggino simultaneamente. Quindi configurando il NAS per la copia dei tuoi file su 4 dischi rigidi presenti nel NAS, dovresti stare a posto visto che avrai 4 copie dei tuoi file.

 

Puoi anche fare un’altra cosa. Se hai un hard drive del NAS di 3 TB e tre hard drive di 2 TB ciascuno, il NAS userà solo 2 TB dell’hard drive con 3 TB. Che spreco! Tuttavia, alcuni produttori di NAS hanno risolto questo problema lasciandoti intercambiare tutti gli hard drive e sommarli in uno singolo. Quindi avendo 2 hard drive di 2TB ciascuno e un hard drive di 3 TB, avrai uno spazio cloud di 9 TB sul tuo Wifi. Interessante? Lo penso anch’io.

 

Conclusione 

 

Se sei arrivato fin qui dopo aver letto tutta la guida, mi hai fatto felice. E hai anche fatto qualcosa per te stesso, avrai acquisito tantissime utili informazioni sul backup, sul cloud, la storia, le tecnologie a disposizione e le opzioni disponibili. 

 

Se hai difficoltà a ricordare tutto o hai saltato qualche paragrafo, eccoti un breve sommario, una versione ridotta della guida definitiva. Ma ti suggerisco di leggere tutto in dettaglio, troverai tantissime informazioni.

 

Punto primo: i dischi rigidi si danneggiano. Google ha testato centinaia di dischi e ha scoperto che il 6% ti abbandonano entro i primi 12 mesi. Di solito lo fanno il primo mese.  Google ha anche scoperto che il 36% degli hard drive non fonisce nessun segnale di danneggiamento prima di danneggiarsi per sempre. 

 

Se sei fortunato puoi notare i tre segnali tipici del danneggiamento: computer lento, schermo blu, rumori strani provenienti dal disco rigido. Una volta danneggiato, recuperare i file ti potrebbe costare dai 200 ai 3.500 Euro e ci sono aziende specializzate per questo compito. 

Tutto questo significa che se non hai un backup online, in poche parole resterai fregato e tutti i tuoi file non potrai recuperarli più

 

Conoscere la storia del backup e del cloud è molto interessante, davvero. 

 

Il progetto Arpanet è stato il predecessore di Internet, mentre negli anni 70 John Smith è stato il predecessore del cloud con delle intuizioni geniali. 

Il backup si è evoluto in maniera totalmente diversa dal cloud: ha iniziato con le cassette negli anni 50 in USA e poi è confliuto negli anni 2000 nel cloud storage. 

 

La tecnologia NAS è incredibile ma costosa. Funziona sia da cloud che da backup. Tramite la configurazione RAID permette di replicare i tuoi filetra diversi dischi rigidi e quindi le chance di perderli si riducono notevolmente. 

 

Tra le tante funzioni del cloud storage, quella dello spazio illimitato è sicuramente una bufala. Lo spazio gratuito è possibile ottenerlo scegliendo il fornitore adatto e aggiungendo amici per ottenere ulteriore spazio. 

 

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