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Storico momento per Aruba, tra i fondatori di un codice unico di condotta per il cloud in Europa


Era questo il momento storico più propizio perché si adottasse un Codice europeo univoco per i provider di infrastruttura cloud IaaS (Infrastructure as a Service) che costituisce il layer più basso per la potenza di calcolo e di storage, e che ormai è recepito in tutta Europa come un modello che dal punto di vista tecnico, commerciale e di semplicità di utilizzo, ha un senso sia per il provider che per il cliente. Questo perché ha la forza di vincere sul mercato, consentendo sia al cliente che all’operatore di andare nella stessa direzione secondo una logica win-win. Rispetto ai modelli precedenti, infatti, il cloud computing offre dei vantaggi innegabili in quanto rappresenta uno strumento che permette alle aziende di concentrarsi sul proprio business e lascia al provider gli oneri di gestione dell’infrastruttura, che è scalabile: risponde ad esigenze di carico momentaneo e pertanto consente di fare economia di risorse e, quindi, di denaro e consumi.

Ormai tutta l’Europa si è accorta di come il cloud sia sempre più sinonimo di Internet e di come, trattandosi di una tecnologia così importante, serva una tutela ‘formale’ per chi usufruisce di questi servizi, anche al di fuori del proprio stato. Per questo Aruba ha partecipato alla creazione di un Codice di Condotta europeo in grado di armonizzare i principi da rispettare, con l’obiettivo di garantire la massima tutela dei dati nel cloud.

Con questi intenti è nato il CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe). Si tratta di una coalizione di aziende di tecnologia la cui attività riguarda la fornitura di servizi di infrastruttura di cloud computing in tutta Europa. Ognuno apporta la propria esperienza legata a ciascun territorio, perché all’interno di CISPE ci sono, oltre all’Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia, Bulgaria, Norvegia, Polonia e Svizzera. L’obiettivo è quindi creare il primo Codice di Condotta del Cloud a livello europeo per garantire ai cittadini la tutela dei propri dati personali, semplificare il contesto normativo e garantire di non effettuare data mining o tracciare profili di dati di clienti per attività di marketing, pubblicità, scopi personali o per la rivendita a terzi. La partecipazione al CISPE è aperta a qualsiasi provider di infrastrutture Cloud i cui servizi soddisfino i requisiti di privacy e di sicurezza nel trattamento dei dati e tutti i membri della coalizione condividono l’impegno della Commissione Europea per migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali e creare un ambiente dove questi possano svilupparsi nel migliore dei modi. Partecipando alla fondazione di CISPE e alla stesura del Codice di Condotta, Aruba vuol dare il proprio contributo basato su un’esperienza matura orami dai primordi del cloud, per il raggiungimento di questi importanti traguardi, soprattutto attraverso la definizione delle regole tecniche.

Da un punto di vista pratico non si tratta di un grande cambiamento per i clienti di Aruba che già vedono applicata la normativa italiana in materia. Ma ci saranno ugualmente dei vantaggi, in quanto da oggi tutti i clienti potranno disporre delle stesse regole in tutta Europa: in questo modo è possibile offrire ai consumatori una scelta, quella del Paese in cui devono essere processati i propri dati. Nel rispetto di una normativa unica, secondo cui tutti i dati saranno processati e stoccati esclusivamente nei territori UE e dell'area economica europea, con l'obbligo - per il fornitore dei servizi cloud - di non spostarli al di fuori dell'UE. Si dice addio, quindi, a quell’atteggiamento poco trasparente per cui non si sa esattamente dove siano conservati i dati dei clienti.

La trasparenza nella localizzazione dei dati, da sempre assicurata ai clienti Aruba (visto che è l’utente a scegliere autonomamente sulla piattaforma dove salvare i propri dati), ora viene sancita da un codice diventando uno standard.

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